La lingua tedesca attraverso gli occhi di Rachele 

La lingua tedesca attraverso gli occhi di Rachele 

Perché una lingua ci sembra «brutta» o difficile? E quanto c’entrano davvero la sua grammatica e il suo suono? È il quarto dei cinque reportage promossi dal Forum per l’italiano in Svizzera, dedicati a studenti della Svizzera italiana che hanno concluso gli studi in un’altra regione linguistica. Lo firma Oriane Adolf, studentessa in Scienza del plurilinguismo all’Università di Friburgo, cresciuta a Les Geneveys-sur-Coffrane, nell’Arco giurassiano.

La protagonista è Rachele, cresciuta come Oreste nei dintorni di Locarno. Prima di trasferirsi a Berna, il tedesco lo conosceva solo dai banchi di scuola e dai turisti svizzero-tedeschi in Valle Verzasca, e il suo rapporto con questa lingua era piuttosto conflittuale. Nella capitale ha dovuto ricorrere al «Hochdeutsch bitte» prima di riuscire a seguire il dialetto. Poi, con uno stage di traduzione nell’Amministrazione federale, il tedesco è diventato una risorsa professionale. L’autrice interpreta questo percorso con gli studi sugli atteggiamenti e sulle ideologie linguistiche, mostrando che i giudizi su una lingua si possono sempre rinegoziare.

O. Adolf, Il Grigione Italiano, 29 ottobre 2026

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La lingua tedesca attraverso gli occhi di Rachele 

Con Oreste attraverso la Romandia 

Che valore ha una lingua? E chi decide quando una competenza conta davvero? Da queste domande parte il terzo dei cinque reportage promossi dal Forum per l’italiano in Svizzera. La serie è dedicata a studenti della Svizzera italiana che hanno concluso gli studi in un’altra regione linguistica. Questo articolo lo firma Oriane Adolf, studentessa in Scienza del plurilinguismo all’Università di Friburgo, cresciuta nel Val-de-Ruz neocastellano.

Il protagonista è Oreste, conosciuto a lezione di italianistica all’Università di Berna. È partito dal Locarnese, ha passato un anno in Svezia e oggi padroneggia lo svizzero tedesco. Per lavoro gira tutta la Romandia, usando una lingua che confessa di non aver mai amato: il francese. L’autrice intreccia ricordi di amicizia e una passeggiata nei giardini di Evologia, a Cernier, con le teorie di Bourdieu, Urciuoli e Norton Peirce. Al centro ci sono l’habitus, il mercato linguistico e il plurilinguismo visto come investimento.

O. Adolf, Il Grigione Italiano, 22 ottobre 2026

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“Stai fermo un girone!”, l’Inferno di Dante tra divertimento e didattica

“Stai fermo un girone!”, l’Inferno di Dante tra divertimento e didattica

Un libro-gioco dedicato all’Inferno di Dante. “Stai fermo un girone!” è nato circa otto anni fa da Paolo Borsa, professore all’Università di Friburgo, insieme ad alcuni colleghi che hanno unito le loro competenze e la loro esperienza dello studio del Medioevo.

Il gioco combina il modello tradizionale del Gioco dell’Oca con quello dei quiz: rispondendo correttamente alle domande, i partecipanti possono avanzare su una tavola spiraliforme che richiama la voragine infernale. Può partecipare chiunque, scegliendo tra tre livelli di difficoltà. Il primo, “Discipulus”, è pensato per chi non possiede conoscenze specifiche sulla Commedia. Seguono il “Magister Artium” e, infine, il “Summus Poeta”, riservato ai lettori più esperti dell’opera.

“Stai fermo un girone!” è completamente in open access, il che significa che chiunque può scaricarlo da internet. “Il mio consiglio, quando si utilizza il PDF, è di stampare la plancia, i segnalini – Dante, Beatrice, Virgilio –, i Fiorini e il Messo Celeste perché sono strumenti di gioco concreti”, suggerisce Paolo Borsa.

Ma Dante, morto nel 1321, come può essere ancora attuale nel 2025? “È difficile pensarlo come attuale, perché resta un autore medievale. Il nostro gioco vuole mostrare che per comprendere Dante non serve fare un’operazione di banalizzazione attualizzante ma servono dei saperi che aiutano a mettere l’opera nel suo contesto. Questo nostro gioco vuole mantenere attuale lo studio e l’amore per l’opera di Dante, facendo però un’operazione, attraverso il gioco, didattica”, spiega il professore.

Eppure, la Commedia offre spunti che risuonano anche nel presente. “Dante mette in fila i buoni e i cattivi. L’impressione è che quest’opera metta ordine in un mondo che ancora oggi è governato dal caos, dove spesso sono i malvagi, quelli che trionfano”, conclude Paolo Borsa.

Questo servizio è stato realizzato nell’ambito di un progetto promosso dal Forum per l’italiano in Svizzera, sostenuto dall’Ufficio federale della cultura.

A. Caldelari, rsi.ch, 15 febbraio 2026

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Casa Looren, un rifugio per traduttori in Svizzera

Casa Looren, un rifugio per traduttori in Svizzera

Una casa per traduttori in Svizzera. Si chiama Casa Looren, è situata nei pressi di Hinwil, nel Canton Zurigo, e da vent’anni accoglie traduttori e traduttrici provenienti da tutto il mondo. Tra gli obiettivi, quello di far conoscere la letteratura elvetica oltre i confini nazionali. L’unica condizione per soggiornarvi è avere un contratto con una casa editrice per la pubblicazione di una traduzione.

In una Svizzera quadrilingue, la letteratura è ricca e variegata. Tuttavia, quella svizzero-italiana non è sempre conosciuta o riconosciuta. “Per molti è una scoperta. Non è scontato rendersi conto che esiste una letteratura italofona, anche per traduttori esperti della tradizione italiana”, spiega ai microfoni della RSI Gabriela Stöckli, direttrice di Casa Looren.

Gli ospiti di Casa Looren arrivano da tutto il mondo. Tra loro, lo scrittore e traduttore argentino Pablo Ingberg, che nel 2015 ha partecipato a un programma dedicato agli autori latini. “La Svizzera è un paese piccolo, e l’italiano in Svizzera è ancora più piccolo”, racconta. Abituato a tradurre autori di epoche passate e lontane, grazie alla sua esperienza in Svizzera ha potuto avvicinarsi alla letteratura svizzero-italiana. Il primo autore che ha tradotto è stato Alberto Nessi, originario di Mendrisio, con cui ha instaurato un legame personale: “Io traducevo autori già morti. Alberto Nessi è stato il primo con cui ho potuto dialogare”.

Casa Looren non si limita solo all’accoglienza ma promuove anche attività formative nella Svizzera italiana. A Villa Garbald di Castasegna, in Val Bregaglia, in collaborazione con Pro Grigioni Italiano, vengono organizzati dei laboratori immersivi di traduzione.

Attivi da 15 anni e coordinati dalle traduttrici Marina Pugliano e Anna Rusconi, questi laboratori si concentrano su generi specifici – dal romanzo al giallo, fino alla poesia – e prevedono traduzioni da qualsiasi lingua verso l’italiano.

Per la Val Bregaglia si tratta di un’opportunità preziosa. “Grazie a Garbald anche la popolazione ha potuto avere uno sguardo sul lavoro dei traduttori. Siamo una piccola valle italofona e il nostro compito è difendere e promuovere la lingua italiana”, sottolinea Rosita Fasciati, presidente di Pro Grigioni Italiano per la Bregaglia e consigliera della Fondazione Garbald.

Questo servizio è stato realizzato nell’ambito di un progetto promosso dal Forum per l’italiano in Svizzera, sostenuto dall’Ufficio federale della cultura.

A. Caldelari, rsi.ch, 9 gennaio 2026

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Lingua e cultura italiane, l’impegno della Dante Alighieri in Svizzera

Lingua e cultura italiane, l’impegno della Dante Alighieri in Svizzera

Promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo. È questa la missione dell’Associazione Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati dal poeta e scrittore Giosuè Carducci.

A Locarno, il comitato nasce nel 1991 ed è oggi presieduto da Carlo Monti, che si dedica all’organizzazione di eventi di tipo divulgativo, pensati per un pubblico ampio e non specialistico. “Ci teniamo a una certa qualità,” racconta ai microfoni della RSI. Tuttavia, la maggior parte dei partecipanti è composta da pensionati con un interesse generale per la cultura. Per il futuro, dice, la sfida sarà quella di proporre iniziative capaci di attrarre anche le nuove generazioni.

L’Associazione Dante Alighieri, con circa venti comitati, è presente in più cantoni della Confederazione. Tra questi, quello di Lucerna. Qui, il presidente Leonardo Manfriani sottolinea l’importanza di rendere l’associazione più inclusiva: “All’inizio, la Dante Alighieri dava l’impressione di essere un’associazione elitaria, fatta di professori. Invece noi cerchiamo di fare cose per tutti.” A Lucerna, il pubblico è variegato: tra i partecipanti non ci sono solo e unicamente italofoni, ma anche svizzero-tedeschi appassionati di lingua e cultura italiana.

Per allargare il pubblico, a Lucerna nel 2019 nasce la Dante Dei Piccoli, uno spazio dedicato alle famiglie e ai loro figli. “L’obiettivo è far sì che anche i più piccoli si sentano coinvolti e interessati alla cultura italiana,” spiega Daniela Maestroni, consigliera del comitato.

I comitati di Locarno e Lucerna condividono alcune caratteristiche: entrambi non dispongono di una sede fissa né di una scuola di italiano. Eppure, guardano al futuro con fiducia. Carlo Monti e Leonardo Manfriani concordano: la priorità è mantenere vivi i comitati e ampliare il pubblico, coinvolgendo i giovani in Ticino e gli italiani residenti nella Svizzera tedesca a Lucerna.

Questo servizio è stato realizzato nell’ambito di un progetto promosso dal Forum per l’italiano in Svizzera, sostenuto dall’Ufficio federale della cultura.

A. Caldelari, rsi.ch, 23 ottobre 2025

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Italiando, il Ticino che insegna l’italiano ai giovani d’Oltralpe

Italiando, il Ticino che insegna l’italiano ai giovani d’Oltralpe

Il progetto Italiando nasce a Bellinzona nel 2016 e offre a giovani svizzeri d’Oltralpe un’immersione nella lingua e nella cultura italiana. Le giornate infatti si alternano tra lezioni in aula e attività sul territorio della Svizzera italiana.

Le motivazioni che spingono i giovani a partecipare, come raccontato da loro stessi ai nostri microfoni, sono varie: qualcuno vuole imparare l’italiano per viaggiare mentre altri desiderano avvicinarsi alle proprie radici familiari perché figli di emigrati nella Svizzera tedesca o romanda.

In una Confederazione multilingue, dove l’italiano è un idioma minoritario, gli organizzatori di Italiando sperano che l’interesse e la passione per la lingua di Dante rimanga vivo anche dopo la fine del soggiorno.

Questo servizio è stato realizzato nell’ambito di un progetto promosso dal Forum per l’italiano in Svizzera, sostenuto dall’Ufficio federale della cultura.

A. Caldelari, rsi.ch, 2 settembre 2025

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